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Oggi anche molti
occidentali con l'occhio puntato sull'oriente, considerano il
Dalai Lama come una delle massime autorità spirituali,
se non l'autorità spirituale per eccellenza.
Come dice Robert Thurman:
"Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama del
Tibet, possiede varie identità principali. E' un monaco
buddhista nell'ordine religioso fondato da Buddha Shakyamuni
intorno al 525 a.C. e rivitalizzato in Tibet da Lama Tzong Khapa
nel 1400: è quindi un portavoce dell'antica tradizione
educativa buddhista. E' una reincarnazione del Buddha Avalokiteshvara,
l'arcangelo buddhista Mahayana della compassione, e in special
modo il salvatore dei Tibetani. E' il re del Tibet, tragicamente
in esilio dal 1959, quindi il difensore dei diritti e delle libertà
del suo popolo. E' anche un maestro vajra dei mandala esoterici
del tantra dello yoga supremo, specialmente del Kalachakra (La
ruota del tempo), quindi profondamente - e forse profeticamente
- coinvolto nell'evoluzione positiva di tutta la vita intelligente,
nel nostro sacro ambiente su questo pianeta".
Sua Santità
il Dalai Lama ama spesso definirsi e firmarsi molto semplicemente:
Tenzin Ghiatso, monaco buddhista.
Il titolo di Dalai,
che significa oceano (di saggezza), venne conferito dal principe
mongolo Altan Khan al terzo successore di Lama Tzong Khapa e
poi ereditato da tutti i suoi successori. Si ritiene che tutti
i Dalai Lama, in quanto manifestazione del Buddha della Compassione
(Cenresig in tibetano e Avalokitesvara in sanscrito), rinascano
con l'unico scopo di guidare alla felicità quanti più
esseri senzienti possibile, senza nessuna distinzione di sesso,
religione, classe, etnia o altro.
Tenzin Gyatso nacque
nel 1935, da famiglia contadina, in un piccolo villaggio nel
nord-est del Tibet. Nel 1940 fu riconosciuto ufficialmente quale
reincarnazione del suo predecessore, il 13° Dalai Lama. I
suoi studi accademici iniziarono a sei anni e si conclusero a
venticinque, con i tradizionali esami-dibattito che gli valsero
il titolo di ghesce lharampa (dottorato di filosofia buddhista).
Nel 1950, a soli quindici
anni, assunse i pieni poteri politici del suo paese -capo di
stato e di governo- mentre il Tibet stava faticosamente trattando
con la Cina per impedire l'invasione del proprio territorio.
Nel 1959 fallirono tutti i tentativi di far rispettare alla Cina
- che nel frattempo si era arbitrariamente annessa una parte
del Tibet- gli impegni di un trattato che prevedeva l'autonomia
e il rispetto religioso dei tibetani. In seguito alla minacciosa
occupazione dei cinesi, il Dalai Lama fu costretto a lasciare
Lhasa clandestinamente e a chiedere asilo politico all'India.
Da allora l'esodo continuo dei tibetani dal proprio paese è
una grave realtà.
Dal 1960 il Dalai
Lama vive a Dharamsala, un piccolo villaggio sul lato indiano
delle montagne himalayane, sede del governo tibetano in esilio.
In tutti questi anni egli si è dedicato a difendere i
diritti del popolo tibetano contro la dittatura cinese, in modo
nonviolento ma deciso e chiedendo aiuto a tutti gli organismi
democratici internazionali. Nello stesso tempo il Dalai Lama
non ha mai smesso di dare insegnamenti e iniziazioni in varie
parti del mondo e di fare appello alla responsabilità
individuale e collettiva per un mondo migliore. Nel 1989 è
stato insignito del Premio Nobel per la Pace.
Per le sue doti di
intelligenza disarmante, comprensione e profondo pacifismo, il
Dalai Lama è uno dei più rispettati leader spirituali
viventi. Nel corso dei suoi viaggi, ovunque si trovi, egli supera
ogni barriera religiosa, nazionale e politica, toccando il cuore
degli uomini con l'autenticità dei suoi sentimenti di
pace e di amore, di cui si fa instancabile messaggero.
Forse ciò che
gli è accaduto in questa vita ha origini karmiche (niente
avviene per caso) e contribuisce ad un'ampia sensibilizzazione
di massa che in effetti aumenta esponenzialmente, giorno dopo
giorno, ora dopo ora. |